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Pubblicare… a pagamento?

Posted By Aurora Alicino | 25 ottobre 2009

soldiCome ho già detto nell’articolo Come presentarsi alle Case Editrici, io non pubblicherei mai sborsando soldi di tasca mia, per me non avrebbe senso, e non lo consiglierei tanto meno agli esordienti che dovessero chiedermelo.
Tuttavia, c’è una distinzione da fare: quella tra case editrici serie che, per un motivo o per l’altro richiedono un contributo, e altre che invece lo fanno sistematicamente e senza offrire in cambio i dovuti servizi (e queste non le chiamerei nemmeno “case editrici”!).
Come capire se la casa a cui ci siamo appena rivolti è seria o sta solo cercando di fregarci dei soldi?

Innanzitutto la chiarezza: sul sito della casa editrice devono essere specificate in modo limpido le modalità di pubblicazione e distribuzione. O comunque, in ogni caso, l’editore, o chi per esso, deve essere disposto a fornire tutte le spiegazioni richieste da un (potenziale) autore, e deve rispondergli in modo chiaro e preciso.
Quando leggete nelle e-mail dei giri di parole boriosi e inutili, e soprattutto non trovate le risposte alle vostre domande… Be’, dovreste almeno iniziare a sentir puzza di bruciato.

Una casa editrice deve seguire l’autore, avere con lui un contatto diretto e sincero, fornirgli i dovuti servizi di editing e correzione bozze. Tutto ciò a prescindere dal pagamento. Cioè: che la casa chieda dei soldi oppure no, deve comunque garantire questi tre aspetti. E se invece non lo fa, deve comunque dichiararlo apertamente.
Ma… Scusate… Che senso ha che io paghi per vedermi pubblicare un testo senza che ne vengano nemmeno corretti i refusi? Vi assicuro che un romanzo, seppur sviluppato attorno a una buona idea, si fa davvero una cattiva pubblicità (e fa una brutta figura) se presenta tanti errori, che siano di distrazione, di battitura, o addirittura grammaticali.
E non sto chiaramente parlando di libri che ho recensito, ma di alcuni altri che mi sono capitati e dei quali non parlerò perché significherebbe cattiveria da parte mia. Io sono sempre dalla parte degli autori, e quando mi trovo davanti a casi come questi mi dispiace molto, penso “ecco, anche lui/lei è capitato/a nelle mani sbagliate” e cerco di aiutarlo/a come posso…
La cosa allucinante :-o è che questi risultati si ottengono talvolta anche affidandosi a case che non chiedono un contributo (non sistematicamente, almeno). Quindi, ragazzi, fate attenzione a chi scegliete! Se non siete convinti, chiedete consiglio a chi ne sa più di voi: a qualcuno che lavora nel campo o che ha già pubblicato. Oppure (e questo ve lo consiglio vivamente) frequentate siti di appassionati della scrittura, come dicevo nell’articolo Prima di tutto: leggere!, utili non solo per migliorare la propria tecnica, ma anche per confrontarsi sulle reciproche esperienze in campo editoriale.

Poco fa ho parlato di distribuzione, e aggiungiamoci anche la promozione. Non fidatevi di chi resta sul vago: meglio che vi dicano “vendo solo attraverso il mio sito” piuttosto che raccontino di distribuire e promuovere in tutto il mondo senza dare alcun nome né riferimento. Ancora, ripeto, è necessaria la chiarezza. Solo quando ho ben presente tutto l’iter che seguirà il mio libro, posso decidere se vale la pena tentare di pubblicare con una determinata casa editrice oppure no.

Fanno eccezione quei casi in cui l’editore ha anche un’attività parallela di servizi editoriali (cosa che deve comunque essere indicata senza ombra di dubbio, e che deve essere scelta in modo libero e consapevole dall’autore): io ho un raccontino, desidero farne regalo agli amici e voglio che abbia però un aspetto professionale. Ok, allora mi rivolgo a uno di questi editori – ma che non chieda cifre esorbitanti! – e me lo faccio stampare da loro, magari previo editing. Il tutto, logicamente, a mie spese, perché sto usufruendo di un servizio editoriale, non sto consegnando il mio scritto per una pubblicazione. Qual è la differenza? Solitamente, il mio libro non avrà alcuna distribuzione, non sarà inserito in alcun catalogo e non avrà il codice isbn.
Se poi voglio spendere ancor meno, vado in una copisteria e il regalino per gli amici ce l’ho comunque. Questione di gusti, di tasche, di motivazione. Io, per esempio, mando i miei racconti agli amici via e-mail e non sborso nemmeno un euro… Anzi, magari ci guadagno pure delle critiche costruttive.

Penso che, per una panoramica generale, questo possa bastare. Se dovesse capitarvi qualche caso diverso da quelli qui descritti, fatemelo sapere aggiungendo un commento all’articolo.
Vi ricordo, come sempre, che sono qui per qualsiasi dubbio dovesse sorgervi: contattatemi con un commento o tramite e-mail e farò di tutto per rispondervi in tempi umani! :-)

P.S.: Perché non pubblicherei mai a pagamento? Perché credo che, se ho scritto qualcosa di buono, prima o poi troverò una casa che me lo pubblica senza spese da parte mia. E, intanto, invece di passare il tempo a elogiare il mio “pargolo” e a compiangermi per la mia sfortuna, :-P continuo nella mia opera di miglioramento di tecnica e stile. Non si finisce mai di imparare! Non illudetevi mai di essere “arrivati”! E poi, non si arriva mai a una meta, se non per ripartire…

About The Author

Aurora Alicino
Aurora Alicino è laureata in Ingegneria Informatica ed è consulente informatica per www.yourqualitysite.com. Giornalista pubblicista, appassionata di arte, scrittura ed editing, collabora con una testata locale e con la casa editrice e Associazione Culturale XII (www.xii-online.com), in qualità di lettrice, editor e correttrice di bozze, oltre a occuparsi per XII di lavori multimediali.

Comments

2 Responses to “Pubblicare… a pagamento?”

  1. gelostellato gelostellato scrive:

    E nel caso tipo il mio, che mi pagano per non pubblicare?
    Cioè, se magari trovo una casa edditricia che mi dò, chenneso, tipo 1 euro per ogni cartella che scrivo e decido di non pubblicare con loro, che faccio, accetto?
    :D :D

  2. Aurora Alicino Aurora Alicino scrive:

    Accetta e passa il nome! :D

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