Intervista a Danilo Arona
Posted By Aurora Alicino on 2 settembre 2010
Ho intervistato Danilo Arona – amico, scrittore, giornalista, musicista, e “chi più ne ha, più ne metta” – per l’associazione L’Arte del Vivere con Lentezza:
A.A.: Ciao Danilo, piacere di ritrovarti.
D.A.: Sarà ovvio e cerimonioso, ma il piacere è tutto mio…
A.A.: Giornalista, scrittore, musicista, critico cinematografico e letterario, “indagatore dell’incubo”. Come riesci a conciliare tutto ciò?
D.A.: La pura verità è che non lo concilio affatto. Avrei dovuto dedicarmi con dedizione e costanza a uno solo di questi percorsi “artistici”, per capirci. Invece non l’ho fatto, preferendo d’istinto la dispersione in tanti rivoli. Gli astrologi sostengono che sia tipico dei Gemelli. Confermo. Adesso è tardi per rimediare. E continuo a giocare, un po’ qui e un po’ là. Ci sono i pro e i contro… Questi ultimi si possono ridurre alla constatazione, ovvia per quel che mi riguarda, che non sfondi veramente da nessuna parte. In nessun campo. Sei stimato, molti ti amano, ma “sfondare”, per capirci, è un’altra cosa. Di ciò non soffro affatto perché di divenire famoso, e magari ricco, non m’importa proprio. Il pro, impagabile, è che sono “libero”. Dentro e fuori. Scrivo per chi voglio, quando voglio e soprattutto se ho un’idea degna da sviluppare. Purtroppo ho anche un difetto genetico: dico sì a tutti, soprattutto se mi chiedono racconti “gratis” per antologie varie. Nonostante la mia tetra fama, del tutto ingiustificata, sono un buono e mi lascio abbindolare. E negli ultimi tempi ho un po’ esagerato con i racconti “commissionati”. Come vedi, non concilio affatto…
A.A.: Tra le tue attività, incuriosisce soprattutto quella che io, ricordando Dylan Dog, amo definire di “indagatore dell’incubo”. Quando hai iniziato e perché?
D.A.: Ho iniziato negli anni Ottanta, praticando una sorta di atipico “giornalismo investigativo” ai confini della realtà. Al fianco di medium, satanisti, ghostbuster ed esploratori di autentiche case infestate. Ne ho viste e ne ho sentite di tutti i colori. Qualcosa, quel che si poteva, ho raccontato nei miei libri. A volte però metti il naso in storie che non si possono riportare. Oggi però l’ “indagatore dell’incubo” non lo faccio quasi più. A furia di frequentare il buio (non quello dei musicisti…), c’è il rischio di diventare tetri e oscuri e di assorbire immondizia eterica, giusto per capirsi. E io dentro mi sento ancora un goliardico casinaro. Non a caso mi sono rimesso intensamente a suonare. Riscoprendo la notte come fonte ispirativa…
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